Ultima modifica: 18 Dicembre 2020
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PTOF IPSSEOA – LA VALUTAZIONE

L’autonomia responsabilizza le scuole “nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento” e il Sistema Nazionale di Valutazione ha come fine il “miglioramento della qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti”.

L’autonomia responsabilizza le scuole “nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento” e il Sistema Nazionale di Valutazione ha come fine il “miglioramento della qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti”.

Autonomia, valutazione e miglioramento sono, dunque, concetti strettamente connessi. Mediante la valutazione, interna ed esterna, le scuole possono individuare gli aspetti positivi da mantenere e consolidare e gli elementi di criticità in relazione ai quali realizzare azioni di miglioramento.

La valutazione è parte integrante del processo formativo e permette di verificare il percorso educativo e cognitivo dell’alunno nonché l’efficacia delle strategie didattiche adottate.

La valutazione è

  • collegiale, per garantire unitarietà
  • trasparente, grazie all’utilizzo di griglie di valutazione condivise per gruppi disciplinari

Si articola in

  • diagnostica: individua il livello di partenza e il possesso di prerequisiti e consente di predisporre la programmazione didattica annuale;
  • formativa: interviene nel corso dell’azione didattica e ne valuta l’efficacia per predisporre interventi di recupero; ha lo scopo anche di favorire l’autovalutazione da parte degli studenti;
  • sommativa: misura con un voto il grado di raggiungimento delle

Per tutte le discipline la misura della valutazione viene espressa con voti numerici da 1 a 10.

Ai fini della valutazione sono considerati:

  • L’impegno, la partecipazione al dialogo educativo, l’interesse alle attività curriculari, extracurriculari ed integrative
  • Il recupero dei debiti formativi
  • Il progresso rispetto al livello di partenza

Per quanto riguarda il rapporto tra valutazione degli insegnanti e valutazione delle competenze, nell’attuale sistema italiano, le due valutazioni, pur condividendo il medesimo riferimento (le prestazioni degli studenti), ne costituiscono due rappresentazioni diverse, che hanno anche finalità differenti.

La valutazione degli insegnanti è, infatti, finalizzata soprattutto alla certificazione, mentre la valutazione degli insegnamenti è legata principalmente alla progressione della carriera scolastica sulla base di decisioni periodiche, all’attribuzione di voti numerici per insegnamento e all’attribuzione di crediti numerici annuali che contribuiscono al punteggio finale del diploma. Tenuto conto del quadro normativo vigente (D.P.R. 122/09 per la parte ancora applicabile e D.L. 62/2017 soprattutto per gli Esami di Stato), restano ferme le attuali norme in merito alla valutazione disciplinare. Pertanto, ciascun docente, sulla base delle evidenze raccolte, formulerà valutazioni che saranno registrate sul proprio registro personale elettronico. Sulla base di tali valutazioni il docente formulerà le proposte motivate di voto da sottoporre all’approvazione del consiglio di classe in occasione degli scrutini intermedi e finali.

La valutazione per competenze, invece, non potrà essere ricondotta ad una sola disciplina e richiederà una valutazione collegiale del consiglio di classe che potrà essere documentata sul progetto formativo individuale (P.F.I.).

 

DEBITI FORMATIVI

Per le classi 2^, 3^ e 4^ al termine dell’anno scolastico non è possibile essere promossi in presenza di debiti formativi.

Pertanto il consiglio di classe delibera

  • la promozione/non promozione negli scrutini di giugno

  • la sospensione del giudizio ed il suo rinvio entro il 31 agosto o al più tardi prima dell’inizio dell’anno scolastico successivo, in presenza di insufficienze in una o più discipline che possano essere colmate entro l’estate mediante la frequenza di corsi di recupero organizzati dalla scuola o con lavoro personale

  • la promozione/non promozione dell’alunno negli scrutini di fine agosto/inizi di settembre.

 

ATTIVITA’ DI RECUPERO

Corsi di recupero estivi

 Dopo gli scrutini finali di giugno gli alunni con sospensione di giudizio sono tenuti a frequentare i corsi organizzati dalla scuola o, in alternativa, le famiglie possono provvedere al recupero in autonomia previa sottoscrizione del loro impegno da far pervenire alla segreteria.

Gli alunni devono comunque sostenere prove di verifica nel mese di settembre del superamento del debito.

Recupero carenze del primo periodo valutativo

 Per quanto riguarda le carenze evidenziate al termine del primo trimestre si prevedono le seguenti possibilità di azione:

  • rallentamento didattico
  • consulenza e assistenza nello studio individuale (aiuto allo studio)

A conclusione della fase di recupero saranno programmate prove di verifica. L’esito negativo di tali prove sarà considerato in fase di scrutinio finale.

 

CREDITI SCOLASTICI

Al termine di ognuno degli ultimi tre anni di corso (3°, 4°, 5° anno) ad ogni alunno viene attribuito un punteggio (credito scolastico) risultante principalmente dalla media dei voti riportati nelle singole discipline e, in misura minore, dalla considerazione dell’impegno, della partecipazione e dell’interesse dimostrati, dell’assiduità della frequenza scolastica e di eventuali crediti formativi certificati (esperienze extrascolastiche che abbiano valore formativo maturate nel mondo del lavoro, dello sport, del volontariato etc.). Da quest’anno si darà più peso al percorso di studi: il credito maturato nell’ultimo triennio varrà fino a 40 punti su 100. Per chi sostiene l’Esame quest’anno il credito già maturato per il terzo anno, sarà convertito in base alle nuove tabelle.

 

Tabella credito scolastico

Media dei voti Fasce di credito III anno Fasce di credito IV anni Fasce di credito V anno
M<6 7-8
M = 6 7-8 8-9 9-10
6 < M ≤ 7 8-9 9-10 10-11
7 < M ≤ 8 9-10 10-11 11-12
8 < M ≤ 9 10-11 11-12 13-14
9 < M ≤ 10 11-12 12-13 14-15

 

LA VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO

La valutazione del comportamento si propone di favorire l’acquisizione di una coscienza civile basata sulla consapevolezza che la libertà personale si realizza nell’adempimento dei propri doveri, nella conoscenza e nell’esercizio dei propri diritti, nel rispetto dei diritti altrui e delle regole che governano la convivenza civile in generale e la vita scolastica in particolare.

La valutazione periodica e finale del comportamento è espressa in decimi dal Consiglio di Classe e concorre alla determinazione del credito scolastico.

Una valutazione inferiore a sei decimi preclude l’ammissione alla classe successiva e agli esami conclusivi.

Gli indicatori sono:

  • impegno e adempimento consegne

  • partecipazione alle attività didattiche

  • capacità di collaborazione

  • uso di locali, attrezzature, divise

  • frequenza scolastica e puntualità

  • correttezza, responsabilità e rispetto del Regolamento di istituto

  • provvedimenti disciplinari

Nei casi di sospensione dalla lezione per comportamenti di particolare gravità (vedi Regolamento d’Istituto), il voto di condotta non dovrà essere superiore a 6.

Considerati il D.M. n. 5 del 16/01/2009 e lo Statuto degli studenti e delle studentesse, il 5 in condotta verrà applicato solo ed esclusivamente nel caso in cui:

  • lo studente assuma comportamenti particolarmente gravi, che comportino la sospensione dalle lezioni per un periodo uguale o superiore ai 15 gg. e non dimostri, successivamente alla sanzione, apprezzabili cambiamenti del comportamento.

 

PROVE INVALSI

L’Istituto partecipa alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti curate dall’INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione).

Nel mese di maggio gli studenti delle classi seconde di tutti gli istituti superiori italiani svolgono prove di italiano e matematica per la rilevazione dei livelli di conoscenze e abilità conseguiti. Lo scopo è quello di restituire alle singole scuole una descrizione dei risultati e confronti con i risultati nazionali, in modo che le scuole stesse possano valutare e migliorare la propria azione educativa.

Nel mese di marzo, per quest’anno scolastico, le prove invalsi verranno sottoposte anche alle classi quinte; oltre ad italiano e matematica, ci sarà anche la prova di inglese.

La prova di italiano verifica la capacità di comprensione del testo e le conoscenze di base della struttura della lingua italiana.

La prova di matematica verifica le conoscenze e le abilità nelle seguenti aree: a) numero, b) spazio e figure, c) relazioni e funzioni, d) dati e previsioni.

Infine un questionario permette di raccogliere informazioni sulle caratteristiche degli alunni, sul loro contesto familiare, sulle attività che svolgono dentro e fuori la scuola, sulla loro motivazione.

I dati del questionario e delle prove assieme ad altre informazioni di contesto fornite dalle segreterie scolastiche, consentono all’INVALSI di interpretare i risultati delle prove considerando anche il peso che il contesto socio – economico – culturale e gli atteggiamenti e motivazioni degli studenti hanno sul loro apprendimento e di valutare quindi quanto effettivamente la scuola contribuisce alla loro formazione. Tutto questo nel rispetto rigoroso della normativa sulla protezione dei dati personali, in quanto l’INVALSI osserva i risultati abbinati ad un codice e non può risalire ai nomi degli studenti.

Gli esiti delle prove saranno oggetto di riflessione nel Collegio dei Docenti e nei Consigli di Classe per un miglioramento continuo dell’offerta formativa dell’istituto.

 

AUTOVALUTAZIONE 

L’avvio della valutazione del sistema educativo di istruzione, secondo il procedimento previsto  dall’art. 6 del D.P.R. n. 80/2013, costituisce un passo importante per completare il processo iniziato con l’attribuzione dell’autonomia alle istituzioni scolastiche.

L’iter normativo prosegue con l’introduzione del Rapporto di autovalutazione (RAV) durante l’anno scolastico 2014/2015; partendo da questo ogni istituto ha elaborato, nel corso del successivo anno scolastico il proprio Piano di Miglioramento (PdM) in relazione alle priorità individuate.

L’autonomia responsabilizza le scuole “nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento” e il Sistema Nazionale di Valutazione ha come fine il “miglioramento della qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti”.

Autonomia, valutazione e miglioramento sono, dunque, concetti strettamente connessi. Mediante la valutazione, interna ed esterna, le scuole possono individuare gli aspetti positivi da mantenere e consolidare e gli elementi di criticità in relazione ai quali realizzare azioni di miglioramento.

Avviare il Sistema Nazionale di Valutazione significa, perciò, rafforzare l’autonomia di tutte le istituzioni scolastiche mediante la messa a disposizione di procedure, strumenti e dati utili e, di conseguenza, metterle in condizione di svolgere sempre meglio i compiti fondamentali ad esse attribuiti. 

A partire quindi dall’anno scolastico 2014/2015 tutte le scuole del sistema nazionale di istruzione sono state coinvolte nel processo di autovalutazione con l’elaborazione finale del Rapporto di Autovalutazione (RAV), reso pubblico sul portale del Ministero entro settembre 2015.

L’autovalutazione, prima fase del procedimento di valutazione, è un percorso di riflessione interno ad ogni scuola autonoma finalizzato ad individuare concrete piste di miglioramento, grazie alle informazioni qualificate di cui ogni istituzione scolastica dispone. Tale percorso non va considerato in modo statico, ma come uno stimolo alla riflessione continua, con il coinvolgimento di tutta la comunità scolastica, sulle modalità organizzative, gestionali e didattiche messe in atto nell’anno scolastico di riferimento.

L’autovalutazione, da un lato, ha la funzione di fornire una rappresentazione della scuola attraverso un’analisi del suo funzionamento, dall’altro, costituisce la base per individuare le priorità di sviluppo verso cui orientare nel prossimo anno scolastico il piano di miglioramento.

È opportuno evidenziare come il Rapporto di autovalutazione, essendo ancora in una fase iniziale, offra primi strumenti di analisi della realtà scolastica, strumenti da discutere, regolare e consolidare nel tempo grazie alla fattiva collaborazione e al costante confronto tra le istituzioni scolastiche, gli Uffici Scolastici Regionali e il Ministero, facendo tesoro anche delle esperienze realizzate.

 

PERCORSO DI ELABORAZIONE DEL RAV

Le prime tre sezioni del Rapporto (parte descrittiva e valutativa) sono articolate in aree:

  • CONTESTO
  • ESITI
  • PROCESSI

Nel punto 1 è stata svolta una attenta analisi della popolazione scolastica, del territorio, e delle risorse professionali del nostro Istituto.

La particolare tipologia del nostro Istituto richiede spese  importanti per un continuo aggiornamento  e manutenzione dei laboratori professionali (4 cucine,5 sala Bar, laboratori informatici) determinanti per una buona qualità dell’insegnamento.

Sono presenti due aule di informatica nell’Istituto professionale ed una nel Liceo.

Tra i docenti vi è un 70% di insegnanti a tempo indeterminato con curricoli vari e diversificati e la presenza di ITP con molta esperienza lavorativa di eccellenza anche all’estero.

Nelle prove standardizzate nazionali (INVALSI) i risultati dei nostri studenti rientrano nella media nazionale: le classi hanno mostrato esiti abbastanza uniformi tra loro ed eterogenei al loro interno (a conferma di una buona formazione delle classi).

I risultati delle prove possono dirsi affidabili in quanto si è sempre seguita la procedura con la serietà e lo scrupolo che ci caratterizzano.

La scuola adotta criteri comuni per la valutazione del comportamento, ma non utilizza strumenti per valutare il raggiungimento delle competenze-chiave e di cittadinanza degli studenti. Proprio questo punto è stato infatti segnalato come priorità per la formulazione delle nostre priorità e dei Traguardi da fissare per i prossimi anni scolastici e da cui fare derivare gli Obiettivi di processo.