Ultima modifica: 21 Dicembre 2018
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PTOF IPSSEOA – LA VALUTAZIONE

L’autonomia responsabilizza le scuole “nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento” e il Sistema Nazionale di Valutazione ha come fine il “miglioramento della qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti”.

Autonomia, valutazione e miglioramento sono, dunque, concetti strettamente connessi. Mediante la valutazione, interna ed esterna, le scuole possono individuare gli aspetti positivi da mantenere e consolidare e gli elementi di criticità in relazione ai quali realizzare azioni di miglioramento.

La valutazione è parte integrante del processo formativo e permette di verificare il percorso educativo e cognitivo dell’alunno nonché l’efficacia delle strategie didattiche adottate.

La valutazione è

  • collegiale, per garantire unitarietà

  • trasparente, grazie all’utilizzo di griglie di valutazione condivise per gruppi disciplinari

Si articola in

  • diagnostica: individua il livello di partenza e il possesso di prerequisiti e consente di predisporre la programmazione didattica annuale;

  • formativa: interviene nel corso dell’azione didattica e ne valuta l’efficacia per predisporre interventi di recupero; ha lo scopo anche di favorire l’autovalutazione da parte degli studenti;

  • sommativa: misura con un voto il grado di raggiungimento delle competenze.

Per tutte le discipline la misura della valutazione viene espressa con voti numerici da 1 a 10.

Ai fini della valutazione sono considerati:

  • L’impegno, la partecipazione al dialogo educativo, l’interesse alle attività curriculari, extracurriculari ed integrative

  • Il recupero dei debiti formativi

  • Il progresso rispetto al livello di partenza

DEBITI FORMATIVI

Al termine dell’anno scolastico non è possibile essere promossi in presenza di debiti formativi.

Pertanto il consiglio di classe delibera

  • la promozione/non promozione negli scrutini di giugno

  • la sospensione del giudizio ed il suo rinvio entro il 31 agosto o al più tardi prima dell’inizio dell’anno scolastico successivo, in presenza di insufficienze in una o più discipline che possano essere colmate entro l’estate mediante la frequenza di corsi di recupero organizzati dalla scuola o con lavoro personale

  • la promozione/non promozione dell’alunno negli scrutini di fine agosto/inizi di settembre.

ATTIVITA’ DI RECUPERO

Recupero carenze del primo periodo valutativo

Per quanto riguarda le carenze evidenziate al termine del primo trimestre si prevedono le seguenti possibilità di azione:

  • periodo di rallentamento didattico

  • consulenza e assistenza nello studio individuale (sportello HELP) a partire dal mese di gennaio

  • corsi di recupero per classi parallele

A conclusione della fase di recupero saranno programmate prove di verifica.

L’esito negativo di tali prove sarà considerato in fase di scrutinio finale.

Corsi di recupero estivi

Dopo gli scrutini finali di giugno gli alunni con sospensione di giudizio sono tenuti a frequentare i corsi organizzati dalla scuola o, in alternativa, le famiglie possono provvedere al recupero in autonomia previa sottoscrizione del loro impegno da far pervenire alla segreteria.

Gli alunni devono comunque sostenere prove di verifica del superamento del debito.

CREDITI SCOLASTICI

Al termine di ognuno degli ultimi tre anni di corso (3°, 4°, 5° anno) ad ogni alunno viene attribuito un punteggio (credito scolastico) risultante principalmente dalla media dei voti riportati nelle singole discipline e, in misura minore, dalla considerazione dell’impegno, della partecipazione e dell’interesse dimostrati, dell’assiduità della frequenza scolastica e di eventuali crediti formativi certificati (esperienze extrascolastiche che abbiano valore formativo maturate nel mondo del lavoro, dello sport, del volontariato etc.). Da quest’anno si darà più peso al percorso di studi: il credito maturato nell’ultimo triennio varrà fino a 40 punti su 100. Per chi fa l’Esame quest’anno il credito già maturato per il terzo e quarto anno, sarà convertito in base alle nuove tabelle.

 

Tabella credito scolastico

Media dei voti Fasce di credito III anno Fasce di credito IV anni Fasce di credito V anno
M<6 7-8
M = 6 7-8 8-9 9-10
6 < M ≤ 7 8-9 9-10 10-11
7 < M ≤ 8 9-10 10-11 11-12
8 < M ≤ 9 10-11 11-12 13-14
9 < M ≤ 10 11-12 12-13 14-15

 

Tabella per i candidati che sostengono l’esame nell’anno scolastico 2018/2019: tabella di conversione del credito conseguito nel III e nel IV anno

 

Somma crediti conseguiti per il III e per il IV anno Nuovo credito attribuito per il III e IV anno (totale)
6 15
7 16
8 17
9 18
10 19
11 20
12 21
13 22
14 23
15 24
16 25

 

LA VALUTAZIONE del COMPORTAMENTO

La valutazione del comportamento si propone di favorire l’acquisizione di una coscienza civile basata sulla consapevolezza che la libertà personale si realizza nell’adempimento dei propri doveri, nella conoscenza e nell’esercizio dei propri diritti, nel rispetto dei diritti altrui e delle regole che governano la convivenza civile in generale e la vita scolastica in particolare.

La valutazione periodica e finale del comportamento è espressa in decimi dal Consiglio di Classe e concorre alla determinazione del credito scolastico.

Una valutazione inferiore a sei decimi preclude l’ammissione alla classe successiva e agli esami conclusivi.

Gli indicatori sono:

  • impegno e adempimento consegne

  • partecipazione alle attività didattiche

  • capacità di collaborazione

  • uso di locali, attrezzature, divise

  • frequenza scolastica e puntualità

  • correttezza, responsabilità e rispetto del Regolamento di istituto

  • provvedimenti disciplinari

Nei casi di sospensione dalla lezione per comportamenti di particolare gravità (vedi Regolamento d’Istituto), il voto di condotta non dovrà essere superiore a 6.

Considerati il D.M. n. 5 del 16/01/2009 e lo Statuto degli studenti e delle studentesse, il 5 in condotta verrà applicato solo ed esclusivamente nel caso in cui:

  • lo studente assuma comportamenti particolarmente gravi, che comportino la sospensione dalle lezioni per un periodo uguale o superiore ai 15 gg. e non dimostri, successivamente alla sanzione, apprezzabili cambiamenti del comportamento.

 

PROVE INVALSI

L’Istituto partecipa alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti curate dall’INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione).

Nel mese di maggio gli studenti delle classi seconde di tutti gli istituti superiori italiani svolgono prove di italiano e matematica per la rilevazione dei livelli di conoscenze e abilità conseguiti. Lo scopo è quello di restituire alle singole scuole una descrizione dei risultati e confronti con i risultati nazionali, in modo che le scuole stesse possano valutare e migliorare la propria azione educativa.

Nel mese di marzo, per quest’anno scolastico, le prove invalsi verranno sottoposte anche alle classi quinte; oltre ad italiano e matematica, ci sarà anche la prova di inglese.

La prova di italiano verifica la capacità di comprensione del testo e le conoscenze di base della struttura della lingua italiana.

La prova di matematica verifica le conoscenze e le abilità nelle seguenti aree: a) numero, b) spazio e figure, c) relazioni e funzioni, d) dati e previsioni.

Infine un questionario studente permette di raccogliere informazioni sulle caratteristiche degli alunni, sul loro contesto familiare, sulle attività che svolgono dentro e fuori la scuola, sulla loro motivazione.

I dati del questionario, assieme ad altre informazioni di contesto fornite dalle segreterie scolastiche, consentono all’INVALSI di interpretare i risultati delle prove considerando anche il peso che il contesto socio – economico – culturale e gli atteggiamenti e motivazioni degli studenti hanno sul loro apprendimento e di valutare quindi quanto effettivamente la scuola contribuisce alla loro formazione. Tutto questo nel rispetto rigoroso della normativa sulla protezione dei dati personali, in quanto l’INVALSI osserva risultati abbinati ad un codice e non può risalire ai nomi degli studenti.

Gli esiti delle prove saranno oggetto di riflessione nel Collegio dei Docenti e nei Consigli di Classe per un miglioramento continuo dell’offerta formativa dell’istituto.

AUTOVALUTAZIONE 

L’avvio della valutazione del sistema educativo di istruzione, secondo il procedimento previsto dall’art. 6 del D.P.R. n. 80/2013, costituisce un passo importante per completare il processo iniziato con l’attribuzione dell’autonomia alle istituzioni scolastiche.

A partire dall’anno scolastico 2015/2016, tutte le scuole del sistema nazionale di istruzione sono state coinvolte nel processo di autovalutazione con l’elaborazione finale del Rapporto di Autovalutazione (RAV), reso pubblico sul portale del Ministero entro settembre 2015.

L’autovalutazione, prima fase del procedimento di valutazione, è un percorso di riflessione interno ad ogni scuola autonoma finalizzato ad individuare concrete piste di miglioramento, grazie alle informazioni qualificate di cui ogni istituzione scolastica dispone. Tale percorso non va considerato in modo statico, ma come uno stimolo alla riflessione continua, con il coinvolgimento di tutta la comunità scolastica, sulle modalità organizzative, gestionali e didattiche messe in atto nell’anno scolastico di riferimento.

L’autovalutazione, da un lato, ha la funzione di fornire una rappresentazione della scuola attraverso un’analisi del suo funzionamento, dall’altro, costituisce la base per individuare le priorità di sviluppo verso cui orientare nel prossimo anno scolastico il piano di miglioramento.

È opportuno evidenziare come il Rapporto di autovalutazione, essendo ancora in una fase iniziale, offra primi strumenti di analisi della realtà scolastica, strumenti da discutere, regolare e consolidare nel tempo grazie alla fattiva collaborazione e al costante confronto tra le istituzioni scolastiche, gli Uffici Scolastici Regionali e il Ministero, facendo tesoro anche delle esperienze realizzate.

PERCORSO DI ELABORAZIONE DEL RAV

Le prime tre sezioni del Rapporto (parte descrittiva e valutativa) sono articolate in aree:

  1. CONTESTO

  2. ESITI

  3. PROCESSI

Nel punto 1 è stata svolta una attenta analisi della popolazione scolastica, del territorio, e delle risorse professionali del nostro Istituto.

La particolare tipologia del nostro Istituto richiede spese importanti per un continuo aggiornamento e manutenzione dei laboratori professionali (4 cucine, 5 sala Bar, laboratori informatici) determinanti per una buona qualità dell’insegnamento.

Sono presenti due aule di informatica nell’Istituto professionale ed una nel Liceo.

Tra i docenti vi è un 70% di insegnanti a tempo indeterminato con curricoli vari e diversificati e la presenza di ITP con molta esperienza lavorativa di eccellenza anche all’estero.

Nelle prove standardizzate nazionali (INVALSI) i risultati dei nostri studenti rientrano nella media nazionale: le classi hanno mostrato esiti abbastanza uniformi tra loro ed eterogenei al loro interno (a conferma di una buona formazione delle classi).

I risultati delle prove possono dirsi affidabili in quanto si è sempre seguita la procedura con la serietà e lo scrupolo che ci caratterizzano.

La scuola adotta criteri comuni per la valutazione del comportamento, ma non utilizza strumenti per valutare il raggiungimento delle competenze-chiave e di cittadinanza degli studenti. Proprio questo punto è stato infatti segnalato come priorità per la formulazione delle nostre priorità e dei Traguardi da fissare per i prossimi anni scolastici e da cui fare derivare gli Obiettivi di processo.

DESCRIZIONE DELLA PRIORITA’

Favorire modalità di lavoro in classe che permettano una maggiore partecipazione e funzionali rapporti tra i ragazzi

  • Conoscere e imparare a rispettare in modo corretto norme e regolamenti

  • Favorire la partecipazione attiva a momenti di attività condivise

DESCRIZIONE DEL TRAGUARDO

  • Utilizzare metodologie di cooperative learning, circle time, giochi di ruolo (condivisi dal Consiglio di classe)

  • Diminuire il numero di richiami scritti e verbali

  • Favorire momenti di incontro comuni e trasversali per analizzare situazioni o approfondire problemi di carattere generale

OBIETTIVI DI PROCESSO

  • Prevedere corsi di formazione e aggiornamento per condividere nuove modalità di conduzione della classe e gruppi di lavoro interni alla scuola

  • Favorire percorsi di apprendimento in classe coinvolgenti e maggiormente rispondenti alle nuove esigenze cognitive ed emotive degli alunni

  • Rendere presenti nelle classi prime la figura del Tutor per tutti i ragazzi in difficoltà che necessitano di nuovo orientamento.

 

Nelle Linee guida degli Istituti Professionali per il passaggio al nuovo Ordinamento (DPR 15/03/2010, n.87, articolo 8, comma 6) si sottolinea come le conoscenze disciplinari e interdisciplinari (il sapere) e le abilità operative apprese (il fare consapevole), nonché l’insieme delle azioni e delle relazioni interpersonali intessute (l’agire) arricchiscano la personalità dello studente e lo rendano autonomo costruttore di se stesso in tutti i campi dell’esperienza umana, sociale e professionale.

La richiesta del rispetto del Regolamento d’Istituto stimola nell’alunno quell’autocontrollo ed educazione necessari per tutta la vita.

Le lezioni dovrebbero stimolare gli studenti verso un apprendimento attivo, volto ad aumentare la motivazione. Le competenze sono tese allo sviluppo personale, all’inserimento nella vita sociale e nell’impiego professionale, intimamente connesse all’esperienza concreta dell’alunno, al fare, alla relazione, al ragionamento ed alla riflessione.

L’insegnante deve diventare un facilitatore di un processo di acquisizione delle competenze che si costruisce nel momento in cui lo studente diventa regista attivo del proprio processo di apprendimento, attraverso l’attenzione alla dimensione dialogica e relazionale, al coinvolgimento e alla partecipazione.

Da qui nasce la necessità di un confronto tra i docenti, attraverso corsi di formazione che accrescano il bagaglio di metodologie e strategie per il proprio insegnamento.

 

AGGIORNAMENTO 2018:

A giugno è stato riaperto il portale del RAV e questo ci ha permesso di inserire a quanto già era presente la programmazione dei PON (Programma Operativo Nazionale) di cui si è presentato il bando e che sono stati vinti dal nostro istituto.

Alcuni di essi sono già stati avviati, altri invece sono in programma nel corso dell’anno, altri ancora in attesa di attivazione.

Ecco un breve e sommario elenco (informazioni più dettagliate si possono trovare direttamente sul RAV o sul sito della scuola):

 

  • Pon Inclusione sociale e lotta al disagio: il progetto ha come obiettivo primario quello di riequilibrare e compensare situazioni di svantaggio socio-economico, in zone particolarmente disagiate, nelle aree a rischio e in quelle periferiche, intervenendo in modo mirato su gruppi di alunni con difficoltà e bisogni specifici e quindi esposti a maggiori rischi di abbandono, ma anche coinvolgendo altri soggetti del territorio: enti pubblici e locali, associazioni, fondazioni, professionisti. È pertanto strategico che le scuole si aprano oltre i tempi classici della didattica agli alunni e alle loro famiglie, per essere vissuti dai ragazzi e dal quartiere il pomeriggio, nei fine settimana, nei tempi di vacanza, diventando spazio di comunità in aree di particolare disagio abitativo e con elevato tasso di dispersione scolastica. Attraverso musica, arte e teatro, educazione ambientale e percorsi di legalità, ampliamento dei percorsi curriculari sarà possibile sviluppare competenze riconducibili al curricolo e azioni di rinforzo delle competenze di base per ampliare l’offerta formativa, anche utilizzando metodi di apprendimento innovativi. La proposta progettuale ‘Due ore in più, ci sono anch’io!!!’ persegue come obiettivo specifico la riduzione del fallimento formativo precoce e della dispersione scolastica e formativa nel percorso d’istruzione secondaria superiore. Gli interventi formativi, nei quali si articola la proposta, tengono conto sia della specificità che della eterogeneità dei destinatari (alunni e famiglie) secondo un’ottica di valorizzazione della motivazione, delle potenzialità, delle competenze degli alunni e del legame sinergico tra scuola e famiglia per il conseguimento del successo formativo dei ragazzi. Le azioni formative, finalizzate a rendere gli alunni protagonisti del proprio apprendimento, consapevoli della propria crescita individuale e propositivi rispetto al percorso scolastico intrapreso, permettono di creare un dialogo educativo proficuo tra docente-alunno favorendo contesti accoglienti ed inclusivi. Nello specifico mirano ad individuare nuovi canali mediatori svolgendo, attraverso di essi, azioni di prevenzione contro ogni forma di dipendenza, discriminazione sociale; azioni di promozione di stili di vita salutari e sostenibili ed, infine, azioni di rinforzo e consolidamento delle competenze professionali -learning by doing-. I moduli d’intervento previsti sono indirizzati al potenziamento delle competenze di base, al potenziamento della lingua straniera, all’educazione motoria e alle famiglie.

 

  • Pon Alternanza Scuola/Lavoro: il progetto intende potenziare i percorsi di alternanza scuola-lavoro e prevede lo sviluppo di percorsi rivolti a studentesse e a studenti del III, IV e V anno delle scuole secondarie di secondo grado. Sono previste tre tipologie di intervento: (a) progetti di alternanza scuola-lavoro in filiera; ●progetti di alternanza scuola-lavoro in rete di piccole imprese; (b) percorsi di alternanza scuola-lavoro e tirocini/stage in ambito interregionale o all’estero

 

  • Pon Competenze di base: il progetto persegue come azione specifica il rafforzamento e il consolidamento delle competenze di base ed è rivolto agli alunni del primo biennio, percorso con il quale assolvono l’obbligo scolastico previsto. Il miglioramento dei livelli minimi di competenza, in termini di conoscenze e abilità, permetterà agli alunni di proseguire l’iter scolastico con una cassetta degli attrezzi più robusta e con maggiori probabilità di successo formativo contrastando possibilità di dispersione scolastica. Le discipline coinvolte, afferenti all’area di istruzione generale (Italiano, Matematica, Lingua straniera –inglese–), verranno contestualizzate sulla base della specificità di uno degli indirizzi di studio dell’Istituto, quello orientato ai servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera. Gli interventi proposti per la lingua inglese tengono conto delle Linee guida per gli istituti professionali. Essendo previsto nel triennio il conseguimento di un livello superiore, il B2, un’azione di rinforzo sulla lingua inglese diviene funzionale all’interno dell’interno percorso quinquennale, con particolare attenzione alle basi linguistiche di partenza e al nuovo Esame di Stato, a partire dal 2018/2019 che introdurrà la prova INVALSI per italiano, matematica e inglese (sia nel professionale che nel liceo). Oltre al piano di accoglienza per alunni stranieri, grazie ad un modulo del progetto si potenzia l’alfabetizzazione di base L2 supportando gli studenti nell’interiorizzazione della lingua e della cultura italiana, nella metodologia di studio e, con interventi mirati, nell’ampliamento del lessico specifico dell’indirizzo di studi. Le differenze linguistiche sono però da intendersi come risorsa e portatrici di ricchezza all’interno di una comunità scolastica; in quest’ottica è previsto un laboratorio di inclusione linguistico-culturale che permetterà agli alunni portatori di una cultura Altra di far conoscere la cucina di origine e di famiglia all’intera comunità mediante la creazione di un blog/bacheca digitale.

 

  • Pon Orientamento: interventi formativi per l’orientamento La proposta progettuale persegue azioni di orientamento, di continuità e di sostegno alle scelte dei percorsi intrascolastici (scelta dell’indirizzo professionale triennale nell’obbligo formativo), universitari e lavorativi. I moduli avanzanti si rivolgono a destinatari specifici comprendendo sia alunni del biennio, per la scelta dell’indirizzo di studi, sia alunni del triennio per la scelta del percorso universitario e/o professionale nel mondo del lavoro. Le attività verranno proposte secondo un’ottica laboratoriale e di promozione della didattica attiva, favorendo la costruzione di contesti inclusivi e di ambienti di apprendimento per competenze. Oltre ad una riflessione sulle modalità didattiche maggiormente appropriate, non saranno trascurate le competenze sociali relative al lavoro in gruppo e lo spirito di iniziativa degli alunni alla ricerca/scoperta di un proprio approccio/stile personale e professionale. Gli interventi formativi, nei quali si articola la proposta mirano, infatti, ad una valorizzazione delle potenzialità dei ragazzi, allo sviluppo delle competenze trasversali necessarie per il futuro insite in un percorso di crescita e di educazione alle scelte. Le attività di orientamento prevedono raccordi con il curricolo dell’indirizzo di studi intrapreso:

#per gli alunni del professionale alberghiero sono previsti n. 2 interventi formativi per la scelta del settore/indirizzo di studi nel triennio a scelta fra cucina – sala – accoglienza turistica e preparatorio per l’alternanza scuola/lavoro; per ampliare e consolidare le competenze operative nel settore pasticceria per il successivo orientamento nel mondo del lavoro.

#per gli alunni del liceo delle scienze umane sono previsti n. 2 interventi formativi di introduzione alle competenze necessarie alla professione Educatore rispetto ad una pluralità di contesti lavorativi (sociale, sanitario, educativo, carcerario, ecc.) e di approfondimento del rapporto uomo-animale in campo educativo (Pet Education).